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Gli ultimi aggiornamenti

Fadalto (1972) - Fadalto (TV)

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La centrale del Fadalto è la centrale più a monte della catena di impianti che sfruttano l'acqua del lago di Santa Croce lungo la valle del Meschio fino ad arrivare al Livenza.

Ottaviano Ghetti - Fadalto (1923) - Fadalto (TV)

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Questa centrale, realizzata dalla SADE su progetto di Vincenzo Ferniani ed intitolata all'ing. Ottaviano Ghetti, sostituisce la precedente centrale del 1913 attiva sulla stessa area. La centrale è composta da due edifici separati dalle condotte forzate. L'edificio a valle è la sala macchine della centrale e si presenta come un'edificio dalle forme classicheggianti, la cui facciata è decorata in parte in pietra calcarea locale, in parte in calcestruzzo lavorato ad emulare la pietra.

Antonio Pitter - Malnisio (PN)

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Alla fine dell'ottocento l'Ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile Aristide Zenari, durante un sopralluogo per realizzare la strada per collegare i paesi della valle del Cellina alla pianura, ebbe l'intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica. I lavori di costruzione della Centrale idroelettrica di Malnisio ebbero inizio nel marzo 1900, sotto la direzione dell'Ingegner Zenari per la parte idraulica e civile, e dell'Ingegner Antonio Pitter per la parte elettromeccanica.

Colomber - Erto (PN)

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La centrale del Colomber era ubicata in caverna nei pressi della diga del Vajont a quota 590 m s.l.m. ed è andata distrutta nella notte del 9 ottobre 1963 con il disastro del Vajont.

Castello

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La diga di Castello costruita sul Varaita di Chianale è di tipo murario a gravità, in muratura di pietrame e malta di cemento costruita nel 1942. Il serbatoio creato dalla diga ha come finalità la produzione di energia elettrica nella centrale di Casteldelfino.

Ambiesta

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La diga dell'Ambiesta è il secondo sbarramento degli impianti del Tagliamento. Nel suo bacino confluiscono le acque provenienti dalla centrale di Ampezzo, dalle prese sul torrente Degano e dalla presa di Caprizzi. Lo sfruttamento delle sue acque avviene nella centrale di Somplago.

Pontesei

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La diga di Pontesei è particolarmente nota per la frana del 22 marzo 1959 che è considerata da molti come un segno premonitore di quello che poi succederà al Vajont nel 1963.

Quel giorno si riversò nel bacino una frana, già nota e sotto osservazione, stimata tra i 3 e i 6 milioni di metri cubi. Il lago in quel momento si trovava 13 metri sotto la quota di massimo invaso e causò un ondata di circa 20 metri che travolse Arcangelo Tiziani che stava percorrendo la strada sulla sponda destra, causandone la morte, e una corriera che verra sbattuta contro la roccia dallo spostamento d'aria provocando solo un ferito. Questa frana, all'epoca fu vista con preoccupazione in quanto in quel periodo erano all'opera i lavori per la costruzione della diga del Vajont e suggeri alla Sade di procedere con ulteriori approfondimenti sulla situazione delle sponde del Vajont.

La diga ed il cantiere sono stati utilizzati come set del film La dinastia del petrolio (Campbell's Kindom) del 1957.

A seguito dei danni causati al Comune di Forno di Zoldo dovuti alla piena del 1966, la capacità del bacino, già ridotta dopo la frana del 1959, fu ulteriormente limitata riducendo la quota di massimo invaso di 25 m e costruendo in sponda destra degli nuovi scarichi di superfice a quota 775 m s.m. entrati in funzione il 1 gennaio 1984.

Appena a valle della diga sono situate due centrali, una più recente costruita sul DMV. Diversamente da quanto si potrebbe immaginare queste centrali non sfruttano le acque del torrente Maè raccolte a Pontesei ma turbinato le acque del Boite derivate dal serbatoio di Vodo. La centralina sul DMV scarica le sue acque immediatamente a valle della centrale, mentre la centrale principale immette l'acqua turbinata sulla condotta che dal bacino di Pontesei porta alla centrale di Gardona.

Carboj

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La diga sul fiume Carboj, detta anche del Lago Arancio o Diga Arancio, è una diga a doppia curvatura in calcestruzzo costruita in Sicilia nella provincia di Agrigento all'inizio degli anni 50. Lo scopo dell'impianto è irriguo e di produzione elettrica.

Scritti di Carlo Semenza

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E un libro stampato Ufficio Studi della SADE nel luglio 1962, a sette mesi dalla scomparsa di Carlo Semenza con prefazione dell’Ing. Vincenzo Ferniani.

Si tratta di una raccolta di 70 testi redatti dall’Ing. Semenza dal 1920 al 1961, che furono pubblicati su riviste riservate al settore ingegneristico nazionale, come l'Energia Elettrica, L’Elettrotecnica ed estere come Water Power, Die Bautechnik e Traveaux compresi quelli esposti a voce in occasione di vari congressi nazionali ed internazionali.

Il libro, lo si può considerare una piccola finestra sul mondo dell’ingegneria idraulica di quegli anni, e che fornisce al lettore moltissime informazioni anche sui problemi risolti che si presentavano nelle grandi opere, in un settore che era agli inizi.